
1 TERMINOLOGIA
•ESTINTORE
L’estintore è un dispositivo antincendio, contenente un agente estinguente (polvere, CO2, schiuma,
idrocarburi alogenati) che può essere proiettato e diretto su un fuoco, attraverso una pressione interna,
fornita da una compressione preliminare permanente, da una reazione chimica o dalla liberazione di un
gas ausiliario.
•AGENTE ESTINGUENTE
L’ agente estinguente è l’insieme del/dei prodotto/i contenuto/i nell’estintore, la cui azione provoca
l’estinzione.
•CARICA DI UN ESTINTORE
La carica di un estintore è la massa o volume dell’agente estinguente contenuto nell’estintore.
•PROTOTIPO OMOLOGATO
La definizione “prototipo omologato” è attribuito all’ estintore d’incendio munito di autorizzazione alla
commercializzazione in conformità con la legislazione vigente.
•PRODUTTORE
Il produttore è colui che fabbrica, assembla ed immette sul mercato l’estintore completo pronto all’uso.
•MANUTENTORE
Il manutentore è la Persona fisica e giuridica esperta nell’espletamento del servizio di manutenzione
degli estintori e che opera secondo la legislazione vigente.
•CARTELLINO DI MANUTENZIONE
Documento che attesta gli interventi effettuati in conformità alla norma UNI 9994.
2 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE
La norma UNI 9994 prescrive i criteri per effettuare la s orveglianza, il controllo, la revisione e il collaudo degli
estintori, ai fini di garantire l'efficienza operativa.
La manutenzione degli estintori viene espletata entro le scadenze prescritte, eseguendo le operazioni
descritte nelle successive 4 fasi.
3 FASI DELLA MANUTENZIONE
Sorveglianza (UNI 5.1)
Consiste in una misura di prevenzione atta a controllare l’estintore nella posizione in cui è
collocato, con particolare riferimento ai seguenti aspetti:
a) l’estintore sia presente e segnalato con apposito cartello, secondo quanto prescritto
dalla legislazione vigente;
b) l’estintore sia chiaramente visibile, immediatamente utilizzabile e l’accesso allo
stesso sia libero da ostacoli;
c) l’estintore non sia stato manomesso, in particolare non risulti manomesso o
mancante il dispositivo di sicurezza per evitare azionamenti accidentali;
d) i contrassegni distintivi siano esposti a vista e siano ben leggibili;
e) l’indicatore di pressione, se presente, indichi un valore di pressione compreso
all’interno del campo verde;
f) l’estintore non presenti anomalie quali ugelli ostruiti, perdite, tracce di corrosione,
sconnessioni o incrinature dei tubi flessibili, ecc.;
g) l’estintore sia esente da danni alle strutture di supporto e alla maniglia di trasporto;
in particolare, se carrellato, abbia ruote funzionanti;
h) il cartellino di manutenzione sia presente sulI’ apparecchio e sia correttamente
compilato.
Le anomalie riscontrate devono essere eliminate.
Controllo (UNI 5.2)
Consiste in una misura di prevenzione atta a verificare, con frequenza almeno
semestrale, l’efficienza dell’estintore, tramite effettuazione dei seguenti accertamenti:
a) verifiche di cui alla fase di sorveglianza;
b) - per gli estintori portatili: i controlli previsti al punto "verifica" della UNI EN 3-2
(accertamento della pressione interna),
- per gli estintori carrellati: i controlli previsti al punto "verifica" di cui al punto
"Accertamenti e prove sui prototipi" della UNI 9492,
- per gli estintori portatili a biossido di carbonio: i controlli previsti nel punto
"Verifica" della UNI EN 3-2 (accertamento dello stato di carica tramite
pesatura);
c) controllo della presenza, del tipo e della carica delle bombole di gas ausiliario per gli
estintori pressurizzati con tale sistema, secondo le indicazioni del produttore.
Il produttore deve fornire tutte le indicazioni necessarie per effettuare il controllo.
Le anomalie riscontrate devono essere eliminate, in caso contrario l’estintore deve essere
dichiarato non idoneo, sospeso dall’esercizio e sostituito.
Revisione (UNI 5.3)
Consiste in una misura di prevenzione, di frequenza almeno pari a quella indicata nel
prospetto, atta a verificare, e rendere perfettamente efficiente l’estintore, tramite l’effettuazione
dei seguenti accertamenti e interventi:
- verifica della conformità al prototipo omologato per quanto attiene alle iscrizioni e
all’idoneità degli eventuali ricambi;
- verifiche di cui alle fasi di sorveglianza e controllo;
- esame interno dell’apparecchio per la verifica del buono stato di conservazione;
- esame e controllo funzionale di tutte le parti;
- controllo di tutte le sezioni di passaggio del gas ausiliario, se presente, e dell’agente
estinguente, in particolare il tubo pescante, i tubi flessibili, i raccordi e gli ugelli, per
verificare che siano liberi da incrostazioni, occlusioni e sedimentazioni;
- controllo dell’assale e delle ruote, quando esistenti;
- ripristino delle protezioni superficiali, se danneggiate;
- sostituzione dei dispositivi di sicurezza contro le sovra pressioni con altri nuovi;
- sostituzione dell’agente estinguente;
- montaggio dell’estintore in perfetto stato di efficienza.
Il produttore deve fornire tutte le indicazioni utili per effettuare la revisione.
Prospetto Frequenza di revisione
Tipo di estintore Tempo massimo di revisione con sostituzione delle carica
polvere 36 mesi
acqua o a schiuma 18 mesi
CO2 60 mesi
Idrocarburi alogenati 72 mesi
Halons da smaltire
Collaudo (UNI 5.4)
Consiste in una misura di prevenzione atta a verificare, con la frequenza sotto specificata,
la stabilità del serbatoio o della bombola dell’estintore, in quanto facente parte di
apparecchi a pressione.
Gli estintori a biossido di carbonio (CO2) e le bombole di gas ausiliario devono rispettare
le scadenze indicate dalla legislazione vigente in materia di gas compressi e liquefatti.
Gli estintori che non siano già soggetti a verifiche periodiche secondo la legislazione
vigente e costruiti in conformità alla Direttiva 97/23/CE (D. Lgs 93/2000), devono essere
collaudati ogni 12 anni mediante una prova idraulica della durata di 30 s alla pressione di
prova (Pt) indicata sul serbatoio.
Gli estintori che non siano già soggetti a verifiche periodiche secondo la legislazione
vigente e non conformi alla Direttiva 97/23/CE (D. Lgs 93/2000), devono essere collaudati
ogni 6 anni, mediante una prova idraulica della durata di 1 min a una pressione di
3,5 MPa, o come da valore punzonato sul serbatoio se maggiore.
Al termine delle prove, non devono verificarsi perdite, trasudazioni, deformazioni o dilatazioni
di nessun tipo.
Il produttore deve fornire tutte le indicazioni per effettuare il collaudo.
4 CARTELLINO DI MANUTENZIONE
Può essere strutturato in modo tale da potersi utilizzare per più interventi e per più anni.
Sul cartellino deve essere obbligatoriamente riportato:
- numero di matricola o altri estremi di identificazione dell’estintore;
- ragione sociale e indirizzo completo e altri estremi di identificazione del
manutentore;
- massa lorda dell’estintore;
- carica effettiva;
- tipo di fase effettuata;
- data dell’ultimo intervento (mese/anno nel formato mm/aa);
- firma leggibile o punzone identificativo del manutentore.
5 SOSTITUZIONI
Ricambi
I ricambi devono far conservare all’estintore la conformità al prototipo omologato ed
essere garantiti all’utilizzatore dal manutentore.
Sostituzione e ricarica dell’agente estinguente (UNI 7.2)
L’agente estinguente utilizzato nella ricarica deve far conservare all’estintore la conformità
al prototipo omologato ed essere garantito all’utilizzatore dal manutentore.
La sua sostituzione deve essere effettuata con intervallo di tempo non maggiore di quello
massimo di efficienza dichiarato dal produttore e, in ogni caso, non maggiore degli intervalli
di cui al prospetto “FREQUENZA DI REVISIONE”.
In occasione delle verifiche periodiche e/o straordinarie di solidità e integrità del corpo di
estintore e quando gli estintori siano stati parzialmente scaricati, l’agente estinguente
degli estintori deve essere sostituito integralmente.
Il produttore deve fornire tutte le indicazioni utili per effettuare la ricarica.
1 - TIPOLOGIE D’USO
Le manichette antincendio si dividono – a seconda dell’uso a cui sono destinate – in due
categorie:
• manichette di mandata che sono tutte le manichette appiattibili che devono essere
interamente distese prima nell’utilizzo e che sono comunemente usate nel servizio di
spegnimento e nei complessi idrante a norma UNI EN 671/2;
• manichette di mandata e aspirazione che sono manichette rigide o semi-rigide che possono
essere utilizzate senza essere svolte e che trovano impiego per l’aspirazione di acqua di
spegnimento o nei naspi a norma UNI EN 671/1.
Le manichette di mandata – a seconda dell’uso cui sono destinate – si dividono in quattro gruppi
principali:
• manichette non rivestite per impieghi saltuari e rischi lievi;
• manichette rivestite in poliuretano o PVC per impieghi professionale e rischi medi;
• manichette rivestite internamente ed esternamente in gomma NBR per impieghi continui e
rischi elevati;
• manichette per alte pressioni che possono essere sia a calza esterna semplice sia calza
doppia secondo le norme USA.
MANDATA - I nostri marchi di riferimento sono:
a) - manichette per impieghi saltuari e rischi lievi:
tipo: UNI* adatta per usi civili (solo Ø 45 e 70) – MEC adatta per usi industriali e navali – MEC
MINISTERIALE adatta per impieghi professionali - ENI 0198 tipo A (risponde alla tabella ENI 0.198
e AGIP PETROLI 9025.31)
b) – manichette per usi professionali e rischi medi:
tipo: UNI RED per usi industriali ( solo Ø 45 e 70) – MEC RED per usi professionali (risponde alla
normativa VV.F./Ministero Interni) – RED MEC MINISTERIALE per VV.F. - ENI 0198 tipo B
(risponde alla tabella ENI 0.198 e AGIP PETROLI 9025.31) – UMM 04.3.01 ex 1083 (impiegata
dalla Marina Militare Italiana solo Ø 45 – 70 e 125)
c) – manichette per impieghi continui e rischi elevati:
tipo: SUPERMEC per raffinerie e impianti petrolchimici – SUPERMEC NERA alta pressione per usi
agricoli e industriali, lavaggi industriali, anti-inquinanamento (fino a Ø 10”/254 mm) –SUPERMEC
AIR specifica per aria compressa da Ø 20 a 75) - ENI 0198 tipo C (risponde alla tabella ENI 0.198
e AGIP PETROLI 9025,31) - 4K (ex Blindo) specifica per uso antincendio forestale –
d) manichette per alte pressioni:
tipo: FLEX GH calza semplice ( solo Ø 25 e 38) – DOUBLE JACKET calza doppia ( solo Ø 25 – 38
e 63) – SNOWFLEX calza doppia specifica per cannoni da neve –
e – manichette per acqua potabile:
FOOD colore giallo – certificata per passaggio acqua potabile secondo D.M. SANITA’ n. 102 del
02.12.1998 e successive modificazioni (a Magazzino Ø 25 – 45 – 70 e 102) – FOOD BLU tipologia
rinforzata, certificata per passaggio acqua potabile secondo D.M. SANITA’ n. 102 del 02.12.1998 e
successive modificazioni ( a Magazzino Ø 102) –
f – manichette per lavaggio
ME-M tipo in PVC colore blu bassa pressione, alta resistenza antiabrasione –
ASPIRAZIONE E MANDATA - si dividono in due gruppi principali:
• manichette di aspirazione per autopompe – motopompe ecc.
• manichette di corredo naspi antincendio a norma EN 694 o per alte pressioni
I nostri marchi di riferimento sono:
a) - manichette per autopompe – motopompe ecc.:
tipo: MAGNUM CB in PVC spiralato tipo particolare che mantiene un ottima flessibilità anche a
temperature particolarmente rigide;
b) – manichette per naspi antincendio:
tipo: UNIFLOW T e TC manichetta semirigida a struttura tessile il mod. TC è rivestito in PU di
colore rosso Ø 20 e 25 a norma EN 694 e UNI 9488 - UNIFLOW G in termoplastico colore rosso
rinforzato con poliestere a norma EN 694 Ø 20 e 25 – AR 40 per alte pressioni (solo Ø 10 e 13
interni) –
2 – MANUTENZIONE E CONTROLLI
Tutte le tubazioni antincendio devono essere verificate periodicamente e sottoposte ai seguenti
controlli:
- ogni sei mesi devono essere srotolate completamente – se del tipo di mandata – e
sottoposte alla normale pressione di esercizio di rete –
- devono essere verificate le legature che non devono presentare perdite o trafilamenti –
- devono essere verificate visivamente e, se presentano lesioni o screpolature, devono
essere controllate alla massima pressione di esercizio indicata dalle normative o nelle
tabelle tecniche e, se del caso, devono essere sostituite –
- in ogni caso – a norma UNI EN 671/3 – ogni cinque anni devono essere sottoposte alla
massima pressione di esercizio –
- dopo l’impiego, anche se non è trascorso il periodo di tempo indicato, le manichette devono
essere sgocciolate per evitare ristagno di liquido all’interno (non occorre, peraltro, che
siano perfettamente asciutte) e se sono sporche di grasso, olio ecc. – dopo essere state
ripulite con un panno con acqua tiepida senza usare detersivi che potrebbero lesionare la
manichetta – specialmente se sono del tipo non rivestito – devono essere controllate alla
normale pressione di rete per verificare eventuali lesioni del rivestimento
impermeabilizzante –
- tutte le operazioni di cui sopra devono essere annotate nell’apposito registro e riportate, se
esistente, sul cartellino di verifica periodica applicato alla tubazione (di norma il cartellino si
utilizza per le manichette poste a corredo dei complessi idrante UNI EN 671/2) –
PRESSO I NOSTRI UFFICI ESISTE UN SERVIZIO DI ASSISTENZA PER FORNIRE
ULTERIORI INFORMAZIONI – ATTREZZATURE PER LA VERIFICA E MANUTENZIONE
ECC. ECC.
B – MANUALE D’USO E MANUTENZIONE DEGLI ALTRI COMPONENTI
1 – MANUTENZIONE E CONTROLLI
Con le medesime scadenze indicate al punto 2 del paragrafo precedente i componenti dei
complessi idrante devono essere sottoposti ai seguenti controlli:
- verifica dell’integrità del sigillo posto sulla chiusura della cassetta;
- verifica dell’assenza di parti rugginose o, comunque, lesionate;
- verifica dell’assenza di insetti o simili (se del caso dotare le feritoie di rete antivespa);
- controllo della presenza dei seguenti componenti: manichetta raccordata - rubinetto idrante
- lancia con getto pieno e nebulizzato e possibilità di intercettare il getto - selletta
salvamanichetta (o uno degli altri supporti previsti) - lastra antinfortunistica tipo a rottura
predetimata antinfortunistica - istruzioni d’uso e manutenzione - cartello segnalatore;
- verifica del buon funzionamento del rubinetto idrante (sforzo necessario per ruotare il
volantino che deve aprirsi in maniera regolare e priva di intoppi);
- verifica del funzionamento della lancia (sforzo necessario per passare da getto pieno a
nebulizzato e per raggiungere la posizione di completa chiusura);
devono essere, inoltre, eseguite le seguenti manutenzioni:
- antiruggine sulle parti eventualmente lesionate e coloritura con colore adeguato (RAL 3000
prescritto unicamente per i supporti);
- pulizia generale del complesso idrante;
- eventuale ingrassaggio delle parti che richiedono la protezione e la lubrificazione;
- tutte le operazioni di cui sopra devono essere registrate sull’apposito registro delle
anutenzioni e verifiche antincendio da compilarsi a cura dei Manutentori e da conservarsi
c/o l’Azienda
Le operazioni da eseguire per le porte tagliafuoco in fase di manutenzione sono indicate dai produttori, generalmente sono:
-
controllo e lubrificazione delle cerniere, cuscinetti, bracci articolati, serrature, ecc.;
-
controllo e regolazione registrazioni molle di chiusura e chiudi porta aerei;
-
controllo stato guarnizioni di tenuta fumo, sostituzione d’eventuali guarnizioni usurate;
-
controllo e regolazione scrocco, serrature, maniglia esterna, maniglione antipanico;
-
controllo e regolazione selettore di chiusura, flush-bolt anta secondaria;
-
controllo funzionalità elettromagneti
LA periodicità deve essere almeno semestrale, ma in caso di un maggior frequenza di utilizzo la porta deve essere manutenzionata con più frequenza.
Esistono diversi costruttori di portatagliafuoco, ma per tutte il peso elevato della loro struttura le porta ad essere particolarmente sensibili agli elevati utilizzi, per questo é possibile prendere in considerazione di tenere ferme le porte con un dispositivo elettromagnetico con sgancio automatico in caso di incendio.
Attenzione la porta deve essere installata da persona abilitata e possedere la certificazione di corretta posa in opera.